giovedì 10 marzo 2016

Scrutatori disoccupati, finalmente realtà

Il Quotidiano di Latina 15-feb-2015
L’AssociAzione di Cultura Politica Obiettivo Comune esprime soddisfazione per la notizia, appresa dai media nei giorni scorsi, riguardante la decisione della Commissione elettorale del Comune di Fondi di reclutare un terzo degli scrutatori tra coloro che risultato disoccupati o inoccupati. Per il referendum del 17 aprile prossimo, infatti, 31 scrutatori saranno sorteggiati tra gli iscritti all’albo degli scrutatori del Comune di Fondi e al locale Centro per l’Impiego, previa presentazione di apposita autocertificazione.

Per noi di Obiettivo Comune è un grande risultato, considerando che l’anno scorso avevamo proposto di seguire tale iter per il sorteggio degli scrutatori per le elezioni amministrative. Esprimiamo la nostra soddisfazione per aver fatto un passo verso i cittadini, riportandoli al centro del dibattito politico. Siamo dinanzi a un primo passo verso quella che riteniamo debba diventare una legge a livello nazionale (come abbiamo fatto scrivendo nei mesi scorsi ai Presidenti delle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato), o una prassi generalmente riconosciuta in tutti gli Enti locali, dove a svolgere questo servizio giustamente retribuito, siano coloro che vivono un momento in cui non godono di un altro tipo di retribuzione.

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mercoledì 17 febbraio 2016

Un alto momento di Scienza Politica




Si è svolto in una gran bella cornice di pubblico il piacevole ed interessante dibattito organizzato dall’AssociAzione di Cultura Politica Obiettivo Comune, svoltosi in occasione della presentazione del libro di Simone Nardone “Dal Porcellum alla Terza Repubblica”. L’evento ha avuto luogo lo scorso 12 febbraio 2016 nella sala conferenze del Castello Caetani di Fondi (LT) e ha visto intervenire oltre l’autore, due illustri docenti universitari: Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza Politica presso l’Università di Bologna ed Antonio Agosta, docente di Sistemi Elettorali Comparati presso l’ateneo di Roma Tre.
Le tematiche messe al centro del dibattito sono state quelle attigue alle riforme istituzionali e le leggi elettorali degli ultimi anni. Si è partito dal vituperato Porcellum, arrivando alle questioni di questi ultimi mesi, ovvero l’Italicum e la riforma del Senato.

Tra i temi che hanno visto i due illustri ospiti prendere una posizione netta, è stata la nuova normativa elettorale che entrerà in vigore il 1° luglio 2016.

“L’Italicum mantiene la filosofia di fondo del Porcellum. Entrambi sono sistemi che assicurano comunque una maggioranza” ha spiegato il prof. Antonio Agosta, che durante il suo intervento ha voluto lanciare una provocazione attraverso una domanda retorica: “C’era realmente la volontà di cambiare il Porcellum, se poi quando l’abbiamo cambiato, abbiamo fatto un sistema somigliante?”
Su alcuni aspetti tecnici ha posto la maggior parte delle sue osservazioni, invece, il prof. Gianfranco Pasquino, che ha spiegato come “la percentuale dello sbarramento al 3% per l’Italicum è ridicola, perché se si mette una percentuale bisogna metterla in relazione al numero degli elettori.” E ancora: “Il principio fondamentale delle democrazie parlamentari è che il governo si fa in Parlamento. Renzi con questa legge sta stravolgendo questo principio”.

Diversi e ancora più interessanti gli spunti sulla più contestata riforma del Senato e la fine del bicameralismo paritario. “Si dice che il senato va riformato così faremo le leggi più in fretta. Ma è ‘una balla colossale’. Tutte le statistiche dicono il contrario – ha affermato Pasquino – di tutto abbiamo bisogno fuorché sveltire la produzione legislativa. Abbiamo bisogno di renderla migliore qualitativamente”.

“Inviterei il governo Renzi a riflettere su quella che ci viene raccontata come una riduzione dei costi perché questi senatori non prenderanno neanche un centesimo, poi chissà chi pagherà le spese, forse il bilancio della regione, cioè sempre i cittadini.” Ha invece accusato Agosta che ha anche spiegato come: “Secondo me questa è una brutta riforma costituzionale, per cui penso che voterò no al referendum. Sarebbe stato forse più logico eliminarlo del tutto il Senato”.

Grande soddisfazione da parte di Obiettivo Comune per il lavoro di Nardone, ma soprattutto per l’alto livello del dibattito. 

“Ringrazio Simone Nardone per aver voluto condividere con noi un passaggio della sua carriera e la presentazione del suo libro. Ma anche perché portando a Fondi due illustri ospiti quali i professori Gianfranco Pasquino e Antonio Agosta, abbiamo scritto una delle più belle pagine di cultura politica che il nostro territorio ricordi.” Ha spiegato il presidente di Obiettivo Comune Salvatore Venditti a margine dell’evento.

Per chi volesse rivedere i VIDEO della serata. Cliccare sulla seguente immagine.
si ringrazia Fondi Web Tv per la ripresa integrale




mercoledì 10 febbraio 2016

Presentazione del libro "Dal Porcellum alla Terza Repubblica"

Riforme istituzionali e legge elettorale: queste le tematiche del convegno organizzato dall’AssociAzione di Cultura Politica Obiettivo Comune. L’evento, che avrà luogo il prossimo 12 febbraio 2016 a partire dalle 18 presso il Castello Caetani di Fondi, sarà l’occasione anche per presentare “Dal Porcellum alla Terza Repubblica”, primo libro del giovane fondano Simone Nardone. 

Oltre all’autore, prenderanno parte alla conferenza due illustri accademici, quali il professore emerito di Scienza Politica dell’Università di Bologna Gianfranco Pasquino (autore della prefazione al volume) ed il docente di Sistemi Elettorali Comparati dell’Università di Roma Tre, professor Antonio Agosta.


Un po’ di storia

Il 21 dicembre del 2005, la maggioranza parlamentare approvava la legge elettorale più criticata della storia repubblicana. Dopo otto anni dall’entrata in vigore, la Consulta definirà quella stessa legge incostituzionale, delegittimando (almeno in parte) quasi un decennio di vita politica del nostro Paese. Stiamo parlando della legge 270 del 2005, entrata in vigore il 31 dicembre dello stesso anno e decaduta dopo la sentenza della Corte Costituzionale del dicembre 2013. Nel male e nel bene, quella legge elettorale, inserita perfettamente all’interno di un complesso meccanismo di transazione politica e partitica del nostro Paese, ha finito per rivoluzionare un sistema, che nella concezione di chi l’aveva pensata, doveva cristallizzare. Il Porcellum a distanza di anni, potremmo dire che è stato lo strumento, forse sbagliato e sicuramente incompleto, che ha contribuito ad aprire la strada ad un cambio di pelle del sistema politico italiano. Un cambio di pelle che punta dritto verso la Terza Repubblica.


Estratto dalla prefazione di G. Pasquino

“Scoprire che la legge elettorale n. 270 del dicembre 2005, fortemente voluta e approvata dal centro-destra, giustamente definita Porcellum, ha soltanto una volta su tre, nel 2008, prodotto una cospicua maggioranza in entrambe le camere, pur riducendo il numero degli sgangherati partiti italiani, è sufficiente per darle una valutazione negativa, argomentata, netta e severa. […] Nardone analizza le proposte recenti, macchiate, come ho già notato, da partigianeria e anche da colpevole ignoranza dei precedenti. Il difetto più grave degli improvvisati riformatori elettorali è la loro intollerabile presunzione. Si ostinano a pensare che sanno fare meglio di quanto è stato fatto, e funziona da tempo, nelle democrazie parlamentari e semipresidenziali europee. […] Nardone ci porta fino a dove siamo arrivati, ma leggendo fra le righe, esercizio che consiglio anche ai lettori, si vedrà che con quello che è stato approvato, ma che già si suggerisce di ritoccare, non andremo da nessuna parte”.

GIANFRANCO PASQUINO, attualmente professore emerito di Scienza Politica all’Università di Bologna. Tra i fondatori della “Rivista Italiana di Scienza Politica”, ha anche diretto la rivista “Il Mulino”. Con l’omonima casa editrice ha pubblicato il suo primo lavoro nel 1970. Senatore della Sinistra Indipendente durante la IX e X legislatura (1983-1992), e dei Progressisti nella XII (1994-1996). Ha ottenuto tre lauree onorarie: dalle Università di Buenos Aires, di La Plata e dall’Università Cattolica di Cordoba. Ha svolto un’intensa attività pubblicista firmando numerosi editoriali su giornali come “Il Sole 24 Ore” e “La Repubblica”. La sua ultima pubblicazione datata febbraio 2015 edita da Egea si intitola “Cittadini senza scettro – Le riforme sbagliate”. 

ANTONIO AGOSTA, attualmente professore di Sistemi Elettorali Comparati presso l’Università degli Studi di Roma Tre. Ha insegnato anche Scienza Politica e Sistema Politico Italiano. Attualmente è membro della Società italiana di scienza politica e della Società italiana di studi elettorali . Già consulente del Viminale, ha fatto parte di numerose commissioni di studio in sedi politico-istituzionali: in particolare, della “Commissione Zuliani” per la determinazione dei collegi elettorali uninominali, nominata dai presidenti delle Camere, nel 1993. Ha svolto, inoltre, le funzioni di capo dell’Ufficio legislativo del Ministro per le Riforme istituzionali nel governo Ciampi. Precedentemente alla carriera accademica, dall’1981 al 2001, è stato viceprefetto vicario presso il Ministero dell'Interno.

SIMONE NARDONE, nato a Fondi (LT), classe 1987 giornalista pubblicista. Laureato nel 2011 in Scienze Politiche presso l’ateneo di Roma Tre con una tesi in Sistema politico italiano dal titolo “La riforma elettorale del 2005, gli effetti sul voto e sul sistema politico”, relatore il professor Antonio Agosta. Parallelamente al percorso di studi, ha svolto esperienze professionali sulla carta stampata, in redazioni radiofoniche, televisive, nonché come redattore di testate giornalistiche on-line. Attualmente firma articoli per il portale di geopolitica Formiche.net e cura il blog personale. È alla sua prima pubblicazione.



martedì 2 febbraio 2016

Presentazione del libro "Dal Porcellum alla Terza Repubblica" di Simone Nardone

L’AssociAzione di Cultura Politica Obiettivo Comune, con il patrocinio del Comune di Fondi e del Sistema Bibliotecario del Sud Pontino, organizza per il prossimo 12 febbraio 2016 la presentazione del libro di Simone Nardone “Dal Porcellum alla Terza Repubblica”. 

Il volume racconta dieci anni di storia politico-elettorale dell’Italia dal 2005 al 2015. Il libro uscito lo scorso dicembre, è un vero e proprio focus sul sistema politico e partitico del nostro Paese, alla luce del sistema elettorale utilizzato per quasi un decennio: tutto parte dall’approvazione della legge 270 del 2005, la così detta Legge Calderoli, poi ribattezzata Porcellum. Il volume di Nardone mostra come tale sistema, tanto contestato quanto controverso, sia stato interpretato ogni volta diversamente dai partiti politici in vista delle tornate elettorali. Il libro, passando per le ipotesi di riforma del sistema che hanno riempito le pagine dei giornali e i cassetti delle commissioni parlamentari per un decennio, arriva fino alla sentenza della Corte Costituzionale del 2013. Ma l’analisi guarda alla così detta Terza Repubblica, aspettando la riforma costituzionale e l’applicazione del nuovo sistema elettorale.

Alla presentazione del libro “Dal Porcellum alla Terza Repubblica”, che si terrà presso la sala conferenze del Castello Caetani di Fondi a partire dalle ore 18,00, prenderanno parte oltre all’autore, due illustri accademici:

il professore emerito di Scienza Politica dell’Università di Bologna professor Gianfranco Pasquino (autore della prefazione al volume), e il docente di Sistemi Elettorali Comparati dell’Università di Roma Tre, professor Antonio Agosta.



Presentazione volume

Cosa sarebbe accaduto se nel 2006 si fosse votato con il Mattarellum? Chi avrebbe vinto le elezioni nel 2013, senza la comparsa dei Cinque Stelle? Come sarebbero disegnati oggi gli assetti politici italiani se nel 2005 non fosse stato approvato il Porcellum? A queste e a molte altre domande cerca di dare risposte questo libro. Una panoramica sui fatti politici e sulle esperienze elettorali con il sistema previsto dalla Legge 270 del 2005. Uno spaccato dell’Italia lungo dieci anni. Ma anche un’analisi su quello che è stato il sistema elettorale più criticato dell’epoca repubblicana. Un meccanismo che ha finito per rivoluzionare lo stesso sistema che avrebbe dovuto cristallizzare.


SIMONE NARDONE, nato a Fondi (LT), classe 1987 giornalista pubblicista. Laureato nel 2011 in Scienze Politiche presso l’ateneo di Roma Tre con una tesi in Sistema politico italiano dal titolo “La riforma elettorale del 2005, gli effetti sul voto e sul sistema politico”, relatore il professor Antonio Agosta. Parallelamente al percorso di studi, ha svolto esperienze professionali sulla carta stampata, in redazioni radiofoniche, televisive, nonché come redattore di testate giornalistiche on-line. Attualmente firma articoli per il portale di geopolitica Formiche.net e cura il blog personale. È alla sua prima pubblicazione.

GIANFRANCO PASQUINO, attualmente professore emerito di Scienza Politica all’Università di Bologna. Tra i fondatori della “Rivista Italiana di Scienza Politica”, ha anche diretto la rivista “Il Mulino”. Con l’omonima casa editrice ha pubblicato il suo primo lavoro nel 1970. Senatore della Sinistra Indipendente durante la IX e X legislatura (1983-1992), e dei Progressisti nella XII (1994-1996). Ha ottenuto tre lauree onorarie: dalle Università di Buenos Aires, di La Plata e dall’Università Cattolica di Cordoba. Ha svolto un’intensa attività pubblicista firmando numerosi editoriali su giornali come “Il Sole 24 Ore” e “La Repubblica”. La sua ultima pubblicazione datata febbraio 2015 edita da Egea si intitola “Cittadini senza scettro – Le riforme sbagliate”. 

ANTONIO AGOSTA, attualmente professore di Sistemi Elettorali Comparati presso l’Università degli Studi di Roma Tre. Ha insegnato anche Scienza Politica e Sistema Politico Italiano. Attualmente è membro della Società italiana di scienza politica e della Società italiana di studi elettorali . Già consulente del Viminale, ha fatto parte di numerose commissioni di studio in sedi politico-istituzionali: in particolare, della “Commissione Zuliani” per la determinazione dei collegi elettorali uninominali, nominata dai presidenti delle Camere, nel 1993. Ha svolto, inoltre, le funzioni di capo dell’Ufficio legislativo del Ministro per le Riforme istituzionali nel governo Ciampi. Precedentemente alla carriera accademica, dall’1981 al 2001, è stato viceprefetto vicario presso il Ministero dell'Interno.


mercoledì 25 novembre 2015

Scrutatori disoccupati, parola alla commissione elettorale

L’AssociAzione di Cultura Politica Obiettivo Comune, venendo a conoscenza di una riunione della Commissione elettorale comunale, che si terrà nei prossimi giorni, auspica che in questa sede venga presa in considerazione la nostra proposta riguardante la modalità di nomina degli scrutatori. 

All’inizio della nuova consiliatura e lontani da una tornata elettorale, abbiamo riproposto il tema alle istituzioni locali e nazionali, chiedendo, a tal proposito, un intervento per far fronte ad alcune lacune legislative. 

Considerato che è stata convocata la commissione elettorale del Comune di Fondi, chiediamo per l’ennesima volta, in vista delle prossime elezioni, di dare la precedenza nel sorteggio degli scrutatori (o di prevedere quantomeno una percentuale) ai disoccupati iscritti sia ai Centri per l'Impiego sia nell'albo degli scrutatori del Comune di Fondi. Proponiamo, ancora una volta, gli esempi di due comuni che hanno deciso di privilegiare nelle nomine a scrutatori lo stato di disoccupazione accertato dall’iscrizione ai Centri per l’Impiego: il Comune di Molfetta (BA) ed il Comune di Sesto Fiorentino (FI). Perché questi due esempi? 

- Nel caso del comune pugliese è stata prevista la nomina, attraverso il sorteggio effettuato con un sistema casuale (RANDOM), esclusivamente tra i soggetti iscritti all’albo degli scrutatori e che risultano disoccupati/inoccupati e studenti non lavoratori.

- Nel caso del comune toscano è stata prevista la nomina, attraverso il sorteggio, di una quota (1/3) tra i soggetti iscritti al Centro per l’Impiego. 

In entrambi i casi è stato chiesto di presentare un’autocertificazione che attestasse lo stato di disoccupazione o inoccupazione e di iscrizione al Centro per l’Impiego.

Riteniamo che il nostro ruolo sia ormai esaurito. Dopo svariate sollecitazioni, è giunto il momento della politica, che ha l’onore e l’onere di tradurre in realtà le istanze dei cittadini. La prima occasione, antecedente le elezioni amministrative dello scorso maggio, non è andata come ci saremmo aspettati. Confidando nel buon operato dei membri della commissione elettorale, ci auguriamo che questa volta le cose abbiano un esito diverso e che stiano dalla parte di chi ha più bisogno.


Laboratorio della legalità, all'ITE de Libero c'è la giornalista Federica Angeli

Persone come Federica Angeli dovrebbero girare in continuazione per le scuole, specialmente in un mondo come quello di oggi, sempre più orfano di esempi di vita. Sarà per questo che, nella mattinata di lunedì 23 novembre, docenti e studenti dell’ITE Libero de Libero di Fondi (che organizzazione, gente!) hanno deciso di incontrarla in un apposito incontro nell’ambito del progetto “Laboratorio della legalità”.

Una palestra gremita di ragazzi, attenti e curiosi di vedere che forma ha un eroe. Ma Federica sottolinea più volte: «sono una persona normale, faccio solamente il mio lavoro». La Giornalista. Ma è il mondo a non essere normale. Gli appalti truccati, le minacce, la scorta, la paura, i figli. Già, i figli: «La notte del 15 luglio 2013 ero in casa, sentii due colpi di pistola in strada. Mi affacciai al balcone, come tanta altra gente, e vidi la scena. In strada c’erano degli uomini che correvano. Da una parte due esponenti del clan Spada, dall’altra parte due uomini del clan Triassi. […] C’entrava il racket degli stabilimenti balneari di Ostia. Avevano avuto una colluttazione tra coltelli e pistole, dopodiché Romoletto Spada alzando gli occhi verso le finestre gridò «Che guardate?! Lo spettacolo è finito, tutti dentro!» e tutte le persone affacciate rientrarono in casa, calando le persiane. Tranne me, che andai a denunciare l’accaduto. […] Non potevo fare altrimenti. Immaginate la scena proiettata dieci anni dopo, magari con mio figlio che torna a casa ferito da un proiettile durante una sparatoria tra clan. Cosa potrei dirgli? Scusa, amore, ma mamma dieci anni fa ha chiuso la persiana ed è tornata a dormire».

La mattinata scorre via velocemente: il minuto di silenzio per gli attentati di Parigi, uno sketch sulla criminalità organizzata interpretato da alcuni studenti, il videoclip dell’inchiesta della Angeli sul litorale di Ostia. L’unico applauso che interrompe l’intervento della giornalista è quando lei stessa ne chiede uno per la scorta che la protegge.

Ma l’appello più forte che Federica lancia è quello che ci invita a «resistere per non farci travolgere dalla quotidianità che ci circonda: la lentezza della giustizia, gli scandali, l’arroganza… Il vero atto di forza è rimanere chi siamo, non farci scalfire».






venerdì 23 ottobre 2015

Scrutatori disoccupati, lettere al Sindaco e al Governo

L’AssociAzione di Cultura Politica Obiettivo Comune continua ad insistere sul tema degli scrutatori disoccupati. Dopo essere stati tacciati di aver strumentalizzato la questione per aver proposto qualcosa che non stava nei tempi visto l’immediato ritorno alle urne, abbiamo voluto riproporre il tema all’inizio della nuova consiliatura e lontani da una tornata elettorale.

Per questo abbiamo deciso di inviare una lettera al Sindaco di Fondi Salvatore De Meo, al Presidente del Consiglio comunale Onorato De Santis e ai membri della nuova Commissione Elettorale, riproponendo la questione, chiedendo di dare la precedenza (o prevedere una percentuale) nel sorteggio degli scrutatori, in vista delle prossime elezioni, ai disoccupati iscritti ai Centri per l'Impiego che sono anche iscritti nell'albo degli scrutatori del Comune di Fondi. Abbiamo riproposto la questione suggerendo due casi specifici, tra i tanti comuni che negli ultimi due anni hanno deciso di privilegiare nelle nomine a scrutatori, lo stato di disoccupazione accertato dall’iscrizione ai Centri per l’Impiego: il Comune di Molfetta (BA) ed il Comune di Sesto Fiorentino (FI). Perché questi due esempi? 

- Nel caso del comune pugliese è stata prevista la nomina, attraverso il sorteggio effettuato con un sistema casuale (RANDOM), esclusivamente tra i soggetti iscritti all’albo degli scrutatori e che risultano disoccupati/inoccupati e studenti non lavoratori.

- Nel caso del comune toscano è stata prevista la nomina, attraverso il sorteggio, di una quota (1/3) tra i soggetti iscritti al Centro per l’Impiego. 

In entrambi i casi è stato chiesto ai richiedenti di presentare un’autocertificazione che specificasse lo stato di disoccupazione o inoccupazione e di iscrizione al Centro per l’Impiego.

Questa volta non ci siamo fermati al livello comunale. Essendo in questo periodo al centro del dibattito politico la riforma elettorale e quella istituzionale, abbiamo voluto rendere partecipi delle nostre istanze, anche i Presidenti della commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato, On. Andrea Mazziotti Di Celsio e la Sen. Anna Finocchiaro, nonché il Ministro delle Riforme On. Maria Elena Boschi.

A loro abbiamo chiesto: non è il caso di intervenire legislativamente anche sulla questione della nomina degli scrutatori?

“A nostro avviso – prendiamo il virgolettato della missiva inviata – non è ammissibile che la normativa vigente, “garantisca” per modo di dire, una parità di accesso a tale mansione attraverso una nomina. Come non è corretto che un ruolo di primaria importanza, qual è quello della composizione del seggio elettorale, che garantisce il buon andamento delle operazioni di voto e di scrutinio, debba essere deciso all’interno di una Commissione consiliare composta proporzionalmente alla rappresentanza politica. D’altro canto, riteniamo che al sorteggio, che a nostro avviso potrebbe essere previsto per legge, andrebbe affiancata in qualche modo, una sensibilità per coloro che versano in condizioni di difficoltà. Sarebbe strumentale dire che affidare questo compito civile in modo esclusivo ai disoccupati sia un modo per combattere la crisi del lavoro. Ma riteniamo sia un dovere morale e sociale per le Istituzioni, pensare a coloro che sono fuori dal mercato dell’occupazione”.